Qual è la giusta playlist musicale a lavoro?
Questo argomento ha interessato, e tuttora interessa, molti ricercatori. C’è chi sostiene che un sottofondo musicale stimoli le prestazioni cerebrali, riducendo anche stress e ansia, e chi, al contrario, ritiene sia dannoso e controproducente per il profitto lavorativo.

Gli studi sul beneficio di ascoltare musica a lavoro

In un mondo dominato dall’evoluzione tecnologica e dove i ritmi lavorativi sono incessanti, è richiesta sempre più una maggiore efficienza e capacità produttiva dei lavoratori.
Molti studiosi hanno scoperto come il piacere di ascoltare musica stimoli alcune aree del cervello, dette aree del sistema di gratificazione o ricompensa, che sono le stesse che si attivano per il cibo e l’attività sessuale. Quindi, la musica stimolante offre benefici sia mentali che fisici. Vediamo i risultati di alcune ricerche condotte per lo studio di questo fenomeno.

Le ricerche a supporto

Da una ricerca condotta nel 2005 dall’Università di Windsor, in Canada, si è cercato di capire come la musica incida sulla produttività lavorativa di alcuni sviluppatori informatici.
Lo studio ha rivelato un incremento di buon umore e creatività nei programmatori di software che lavoravano con sottofondi musicali. Inoltre, la musica migliora anche l’apprendimento, memoria e fantasia.
Un altro studio, condotto da professor Lesiuk, docente di musicoterapia alla University of Miami, ha dimostrato che in ambienti lavorativi troppo rumorosi, si può avere molta difficoltà a concentrarsi. In questo caso, ascoltare musica con le cuffiette alle orecchie aiuta a isolarsi dal resto del mondo e a ritrovare la giusta concentrazione.
Ancora, Psycology Today ha evidenziato alcune attività durante le quali è produttivo ascoltare musica.

Quanto è importante la giusta playlist in ufficio?

In primo luogo, ci sono le attività ripetitive, come controllare email o riempire un database, per cui un sottofondo musicale diventa producente soprattutto in determinate fasce orarie, in cui l’attenzione diminuisce e serve, invece, a mantenerla più a lungo. Anche prima di una riunione, quindi in un momento in cui serve massima concentrazione e attenzione, oppure durante un’attività cognitiva di lavoro o studio intenso, la musica apporta grandi benefici.
Sicuramente è consigliabile non tenere un volume troppo alto e non ascoltare musica che contiene parole, perché si rischia di spostare l’attenzione dal compito che si sta svolgendo al testo della canzone. Meglio scegliere sottofondi musicali senza parole, oppure canzoni familiari di cui già si conosce il testo a memoria.

Tipi di musica che stimolano la produttività e la cratività lavorativa

La studiosa Anneli B. Haake ha individuato cinque fattori che vanno presi in considerazione nella scelta del tipo di musica.

    • Struttura: ovvero la complessità o la semplicità del testo di una canzone;
    • Parole: meglio la scelta di brani strumentali o melodici per evitare che le parole distraggano;
    • Abitudine: chi è abituato a lavorare con sottofondi musicali, avrà una resa produttiva maggiore;
    • Attività: in base al lavoro che si svolge bisogna essere in grado di scegliere il tipo di musica adatto;
    • Controllo: l’ufficio è un ambiente di lavoro comune, per cui la scelta delle playlist deve essere condivisa da tutti i colleghi, senza forzature e imposizioni.

Musica adatta ad ogni tipo di attività

Dagli studi è emerso che, a parte il genere, la musica strumentale, priva di testo, è quella maggiormente consigliata per stimolare e aumentare la produzione lavorativa. Ovviamente molto fa anche il tipo di lavoro che si svolge.

Nel coworking Spazio Daruma a Foggia viene diffusa in filodiffusione una musica strumentale e pop proprio per stimolare i coworkers , nostri ospiti, che spesso sono alle prese con lavori creativi e manageriali.

Infatti la musica pop è adatta a lavori creativi, come pittura e disegno, ma non a coloro che svolgono attività che richiedono la facoltà del linguaggio, come la scrittura. Mentre la musica elettronica è indicata per lavori ripetitivi, come ad esempio nel campo della contabilità o per altri lavori che hanno a che fare con i numeri.
Jazz, indie rock e blues sono generi adatti a lavori che richiedono la capacità di mantenere a lungo concentrazione e attenzione, senza rischiare di addormentarsi; in particolare il jazz sembra essere adatto ai programmatori informatici. Per i lavori che in generale richiedono un grande impegno mentale, come i chirurghi durante un’operazione, è indicata musica classica, o comunque musica stimolante.
Infine, per chi lavora in un ambiente lavorativo particolarmente stressante e necessita di calma e relax, è consigliabile una playlist con i suoni della natura.

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